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Incidenti stradali

Quando è  che si può parlare di “incidente stradale?”

Per il Codice della Strada si può parlare di “incidenti stradali” quando
un evento accidentale:

• è la conseguenza di un errato comportamento di conducenti, di
pedoni o di altri utenti della strada (operai di cantieri stradali, ecc.)
• ha coinvolto veicoli, pedoni o animali
• è legato alla circolazione sulla “strada”
• è causa di danni a cose o a persone

Per il Codice della Strada non si può parlare di incidente stradale:

• quando l’evento accidentale si verifica al di fuori dell’ambito di
applicazione del codice della strada;

• quando vi è una volontà consapevole di creare un danno a cose o persone. In tale caso si tratterà di delitti di danneggiamento e/o lesioni od omicidio volontario, dove il veicolo è solo lo strumento occasionale per compiere l’atto criminale, al pari di un’arma qualsiasi.

Che cosa è la“strada” ?
Il Codice della Strada definisce strada “l’area ad uso pubblico destinata alla circolazione dei pedoni, dei veicoli e degli animali” (art. 2, comma 1).

Quale luogo per il Codice della Strada non è“area ad uso pubblico” ?

• Strade private ad uso esclusivamente privato (con accessi chiusi o con presenza di cartelli che vietano l’accesso).

• Aree interne a scuole, condomini, ospedali, istituti, caserme, zone militari, stabilimenti industriali, depositi, cantieri, magazzini, eccetera, chiuse da cancelli o altri sbarramenti, anche se momentaneamente aperte.

• Parcheggi privati su aree private ad esclusivo uso dei proprietari.

• Parcheggi e aree riservate solo ai clienti e agli autorizzati (supermercato, multisala, eccetera).

In sostanza, un’area non è soggetta ad uso pubblico quando non vi si svolge un transito indiscriminato di persone, cioè quando l’accesso è precluso alla generalità dei cittadini.

Come considerare l’area di un distributore di carburante ?

La Cassazione Penale, con le sentenze del 2 novembre 1978, n.11262 e del 7 giugno 2000, n. 7682 ha stabilito che: “Alle piazzole dei distributori di carburante va riconosciuta la natura di area privata, anche se su di esse si svolge passaggio di utenti della strada in numero elevato, poiché il passaggio in questione viene esercitato dagli utenti non uti cives ma uti singuli. Ciò comporta l’obbligo per chi esce dai distributori di dare la precedenza ai veicoli che transitano sulla strada, trattandosi di una immissione nel flusso della circolazione

Incidente in aree non di uso pubblico

Deve essere rilevato un incidente che si verifica in un luogo “non soggetto ad uso pubblico” ?

Pur essendo prevalente in dottrina la tesi che vuole obbligatorio l’intervento degli organi di polizia stradale solo quando ci sono persone ferite o decedute, si ritiene opportuno che siano rilevati anche quelli che hanno causato danni solo alle cose, potendo anche questi essere oggetto di successive valutazioni dell’Autorità Giudiziaria.

Anche se non sono applicabili le norme del Codice della Strada, l’incidente è comunque soggetto alle eventuali valutazioni dell’Autorità Giudiziaria tutte le volte che ha prodotto lesioni alle persone o danni alle cose.

Comportamenti nelle aree private.

Nelle strade private, come devono comportarsi i conducenti ?

Nelle aree private valgono le regole della comune prudenza. Come si stabilisce se un conducente ha rispettato le regole della comune prudenza ?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12148 del 9 dicembre 1993, ha stabilito che: “Le norme del Codice della Strada vanno osservate, quali norme di comune prudenza, anche sulle strade private in qualsiasi modo soggette al traffico veicolare”.

Questo perché i conducenti tendono ad osservare le norme del Codice della Strada anche sulle aree private e fanno affidamento sullo stesso comportamento da parte degli altri. Quindi: velocità regolata ai luoghi, tenere la destra, rispettare la distanza di sicurezza, dare la precedenza a destra, segnalare le manovre, eccetera.

Il risarcimento del danno

Poca cosa ma almeno lo dice la Legge

D.P.R. 18 luglio 2006, n. 254

Regolamento recante disciplina del risarcimento diretto dei danni derivanti dalla circolazione stradale

Articolo 12

Criteri di determinazione del grado di responsabilità delle parti

1. L’impresa adotta le proprie determinazioni in ordine alla richiesta del danneggiato, applicando i criteri di accertamento della responsabilità dei sinistri stabiliti nella tabella di cui allegato A, in conformità alla disciplina legislativa e regolamentare in materia di circolazione stradale.
2. Qualora il sinistro non rientri in alcuna delle ipotesi previste dalla tabella di cui al comma 1, l’accertamento della responsabilità è compiuto con riferimento alla fattispecie concreta, nel rispetto dei principi generali in tema di responsabilità derivante dalla circolazione dei veicoli.