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Animali vaganti

Una recente sentenza della Corte Suprema di Cassazione (C. Cass., Sez. III civile, sent. 8 gennaio 2010 n. 80), in materia di danni da fauna selvatica, relativa al caso di un automobilista  la cui vettura è stata “investita” da un capriolo definisce, un quadro di maggiori certezze per coloro che subiscono danni da fauna selvatica, con riferimento all’individuazione del soggetto tenuto al risarcimento.

Il giudice di pace ha ritenuto responsabile dei danni  la Provincia di Pesaro. La stessa Provincia, invece, ha ottenuto in appello la condanna della Regione per il risarcimento del danno. La Cassazione, a sua volta, chiamata dalla Regione a dirimere la controversia, ha stabilito che é la Provincia  il soggetto responsabile, rinviando al tribunale di Pesaro la definizione del merito.

Secondo quanto stabilito dalla Corte, la Regione Marche avendo delegato alle Province la quasi totalità dei poteri di amministrazione della fauna selvatica non può essere ritenuta responsabile poiché la delega fa venir meno la titolarità dei poteri medesimi ed esclude la responsabilità del delegante soprattutto quando il delegato, gode di autonomia di valutazioni e di scelte sufficiente a ricondurre alla sua personale decisione il comportamento produttivo di danno.

Pertanto, secondo la Suprema Corte, chi gestisce di fatto il territorio dove è avvenuto il sinistro è tenuto a risarcire il danno senza poter invocare responsabilità di altri enti o autorità. In particolare, si deve ritenere che la colpa per i danni a terzi debba essere imputata sempre ed esclusivamente all’ente (di solito le province) cui sono stati affidati, nel singolo caso e con autonomia decisionale, i poteri di amministrazione del territorio e di gestione della fauna selvatica.

La Corte di cassazione ha, quindi, introdotto sulla base dell’art. 2043 del codice civile il principio di portata generale secondo il quale   la responsabilità  per “i danni provocati da animali selvatici alla circolazione dei veicoli deve essere imputata all’ente sia esso Regione, Provincia, Ente parco, Federazione o Associazione a cui siano stati concretamente affidati nel singolo caso, i poteri di amministrazione del territorio e di gestione della fauna ivi insediata sia che i poteri di gestione derivino dalla legge sia che derivino da delega o concessione di altro ente (nel caso in oggetto la Regione). In quest’ultimo caso sempre che sia conferita al soggetto che gestisce la fauna selvatica, autonomia decisionale e operativa sufficiente a consentirgli di svolgere l’attività in modo da poter efficacemente amministrare i rischi di danni a terzi inerenti all’esercizio dell’attività e da poter adottare le misure normalmente idonee a prevenire, evitare o limitare tali danni”.