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POLIZZA RC AUTO:LE CLAUSOLE NULLE CHE LE ASSICURAZIONI STANNO PROPONENDO AI CLIENTI POSSONO ESSERE ANNULLATE DAL GIUDICE

19 Apr 16 - Notizie

Se il Parlamento ritarda l’approvazione del decreto competitività, ad applicare le future regole sono già le stesse assicurazioni (non fosse altro per quelle parti a loro convenienti): le compagnie stanno già proponendo, ai propri clienti, i nuovi contratti per le polizze rc-auto (l’assicurazione obbligatoria contro gli incidenti stradali) e la firma sulle condizioni generali che recepiscono le proposte di modifica legislativa: senonché si tratta spesso di clausole di dubbia legittimità (come vedremo a breve), volte a consentire sconti (irrisori) in cambio di rinunce a diritti costituzionali. L’automobilista ha diritto ad essere informato di quanto sta avvenendo e di ciò che potrebbe essergli sottoposto.

In particolare vogliamo portare all’attenzione alcune clausole di una polizza RCA Allianz che viene sottoposta ai clienti (v. sotto).

Questa polizza contiene diverse clausole, palesemente vessatorie e in quanto tali,  riteniamo, da considerarsi nulle, anche ai sensi dell’art. 33 del Codice del Consumo.

Ma il fatto più grave non è questo.
Le Assicurazioni vogliono illegittimamente dichiarare guerra agli Avvocati e ai Patrocinatori Stragiudiziali, impedendo o meglio scoraggiando (a suon di penali) il ricorso alla difesa nelle pratiche assicurative perché sanno che senza il patrocinio possono liquidare al consumatore delle vere miserie, abusando in modo incontrastato della loro posizione dominante.

assicurazione

 Se rinunci al tuo carrozziere di fiducia… La prima clausola denominata ‘risarcimento in forma specifica garanzia RCA”, – che le assicurazioni vorrebbero far passare come una agevolazione – è quella dell’obbligo, per l’assicurato, di far riparare la propria auto incidentata da una carrozzeria convenzionata con la compagnia assicurativa. In cambio di questo sacrificio, l’assicurazione si impegna a garantire uno “sconto” (che tuttavia non viene precisato); al contrario, se il cliente viola tale impegno e si rivolge al proprio carrozziere subisce una defalcazione di 80 euro dal risarcimento. L’effetto pratico della clausola è che le Assicurazioni risparmieranno molto sulle riparazioni e che i danneggiati, dovranno, invece, sopportare gli interventi ‘a scatola chiusa’ eseguiti da autoriparatori convenzionati che non è detto siano ‘capaci’ di riparare in maniera pienamente satisfattiva per il cliente ogni danno subito in conseguenza del sinistro. Al contrario, proprio a causa delle convenzioni che i riparatori sono ‘costretti’ a sottoscrivere con la compagnia per entrare ‘nel circuito delle “fiduciarie”, dovranno applicare anche prezzi più bassi di quelli di mercato, con conseguente riduzione della qualità degli interventi e dei pezzi di ricambio utilizzati. Un controllo che sfuggirà completamente all’assicurato. Senza contare che molte aziende automobilistiche stabiliscono la perdita della garanzia se le riparazioni vengono eseguite da un’officina diversa da quelle “ufficiali” riconosciute dalla casa madre.

Nella seconda clausola definita ‘condizione aggiuntiva RC Accordo per la risoluzione delle controversie mediante ricorso alla procedura di conciliazione paritetica‘, sempre relativamente ai sinistri trattabili con indennizzo diretto – CARD, la compagnia fa impegnare l’assicurato:
1) A NON AFFIDARE LA GESTIONE DEL DANNO A SOGGETTI TERZI CHE OPERINO PROFESSIONALMENTE NEL CAMPO DEL PATROCINIO (AD ESEMPIO: AVVOCATI, PROCURATORI LEGALI E SIMILI)
2) a ricorrere preliminarmente alla procedura di conciliazione paritetica se l’ammontare del danno non supera i 15.000,00 euro.

In altre parole, l’assicurato, una volta avvenuto l’incidente stradale, non deve rivolgersi al proprio Patrocinatore Stragiudiziale o  legale di fiducia perché curi la pratica del risarcimento del danno, inviando la diffida alla compagnia e sollecitando il pagamento dell’indennizzo; al contrario egli è tenuto a curare da sé tutta la procedura ed, eventualmente, a sottostare a quelle che sono le “argomentazioni dilatorie” dell’assicurazione. A fronte dello sconto di 3,5 euro ogni 100 euro di polizza (per una media di circa 50 euro all’anno), l’assicurato però dovrà pagare una penale di 500 euro (da detrarsi dal risarcimento) qualora violi tale clausola. Come dire che, se l’assicurazione ritarda nel pagamento dell’indennizzo o accampa scuse di vario tipo e l’assicurato, per poter “sbloccare” la pratica fa scrivere dal Patrocinatore Stragiudiziale o dall’avvocato, subirà una riduzione dell’indennizzo.

Si tratta di una chiara violazione dei più elementari precetti del codice del consumo.
L’impresa provoca, in quanto soggetto più forte del rapporto, una ingiusta compressione dei diritti del consumatore e (fatto più grave) del diritto costituzionale alla difesa del danneggiato.

Una previsione di questo tipo, che comporta la rinuncia al diritto costituzionale della difesa, riteniamo si ponga in aperto contrasto con il codice del consumo. Si tratterebbe cioè di una clausola vessatoria (una di quelle, che comportano un netto squilibrio ai danni del cliente) che, pertanto, potrebbe essere dichiarata nulla dal giudice.